Fantasmi e paranormale · Storie di fantasmi

Harry Price, il Mongoz parlante e il mistero di Borley Rectory…

Nel 1932, si ebbe notizia che nella fattoria di Cashens Gap, a Dalby, una piccola località nella zona settentrionale dell'isola di Man, provenivano strani rumori.
James Irving, l'abitante della casa, affermò di aver visto una misteriosa ombra e poi guardando attraverso una crepa del soffitto, vide una specie di zampa, che apparteneva ad un animale.
Il padrone della zampetta cominciò allora a parlargli, in inglese, spiegandogli che si chiama Gef e che era un Mongoz.
L'animale era in grado di parlare diverse lingue e leggere nel pensiero altrui. Nell'Isola di Man, allora accorsero giornalisti e studiosi di fenomeni psichici.
La stampa locale si getto a capofitto sul caso, addirittura uno showman americano offrì 50.000 dollari per mettere in mostra lo strano Mongoz, negli Stati Uniti.
Un po' alla volta l'interesse diminuì e qualche anno più tardi il nuovo proprietario della fattoria disse di aver sparato ad uno strano animale.
È difficile affermare se questa strana creatura o entità sia realmente esistita.
Tra i ricercatori che si recarono nella piccola località c'era anche Harry Price. Durante la presenza del ricercatore, però il Mongoz non si fece vedere o sentire.
Harry Price aveva all'epoca circa 50 anni. Nato nel 1881 nello Shrewsbury, quando aveva solo 15 anni si imbatté in un Poltergeist in un villaggio dello Shropshire; in seguito decise di dedicarsi all'attività cartiera del padre, continuando però a sviluppare il proprio interesse per le sedute spiritiche. Denunciò molti falsi medium, tra i quali un tale Jean Guzik, che Price smascherò a Varsavia nel 1923. Questo medium usava di nascosto mani e piedi per materializzare creature terrificanti, le quali comparivano grugnendo e ringhiando, con occhi che brillavano spettralmente nella stanza dove si svolgevano le sedute. I presunti occhi erano in realtà macchie di una particolare e fosforescente vernice, che Guzik aveva dipinto su un paio di calze di nylon da donna, dentro le quali il medium infilava le mani.
Il caso più celebre studiato da Price, rimane quello relativo al Borley Rectory.
Edificio in stile vittoriano situato a breve distanza dal confine tra Essex e il Suffolk, costruito per il reverendo Henry Bull nel 1863; a quest'ultimo succedette nella carica di rettore il figlio, che rimase nella residenza fino alla sua morte, avventura nel 1927.



Nel 1929 Price andò a visitare la costruzione, accompagnato come era solito da un giornalista del Daily Mirror. Scoprì una romantica leggenda, secondo la quale una monaca del XIV secolo, era stata assassinata a causa dell'illecita storia d'amore con un monaco.
Nel periodo che Price studiò la casa, vi si insediarono un anziano sacerdote di nome Foyster con la giovane moglie Marienne. La presenza della donna provocò strani fenomeni, che aumentarono di effetto con il tempo. Oggetti che volavano nell'aria, o si materializzavano dal nulla, suoni e rumori improvvisi, colpi che provenivano dai muri. Una volta Marienne fu scaraventa giù dal letto, mentre il marito riceveva una pioggia di sassi. Improvvisamente sui muri, apparvero delle scritte indirizzate a Marienne, contenenti delle suppliche affinché la giovane donna pregasse per un'anima che non riusciva ad andare via dalla casa.
Price sospettò che Marienne fosse, in qualche misura la causa di gran parte di ciò che accadeva, anche se inconsciamente. Quando nle 1935 i Foyster andarono via la casa ridivenne tranquilla.
Nel 1939 la casa fu distrutta da un improvviso incendio. Nel 1943 uno scavo condotto nei sotterranei sembrò avvalorare la leggenda della monaca assassinata. Sepolti in quel luogo, furono infatti ritrovati il teschio e la mascella di una donna. Price morì nel 1948 senza riuscire a trovare una soluzione a ciò che era accaduto.
Recenti revisioni del materiale lasciato da Price, provano che non ci furono mai imbrogli o falsificazioni da parte dello studioso. Tutto è ancora avvolto dal mistero.


di JOHN EFREM

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