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La
mattina del 31 agosto 1997 moriva Diana Spencer e con
lei perdevano la vita anche il suo fidanzato Dodi Al Fayed
e Henri Paul, l'autista della Mercedes che si schiantò
contro i pilastri del tunnel parigino dell'Alma.
Il mistero che avvolge il tragico avvenimento è
ancora fitto poiché rimangono molti dubbi legati
alla natura della disgrazia.
La versione ufficiale vuole che Henry Paul, l'autista
alla guida, fosse ubriaco; versione che ormai risulta
poco attendibile al punto che i genitori dell'uomo hanno
annunciato l'intenzione di voler avviare un procedimento
davanti ai tribunali francesi per difenderne la memoria.
I coniugi, infatti, sostengono che il campione di sangue
analizzato nelle indagini non fosse in realtà quello
giusto.
A questo si aggiungono alcune voci d'Oltremanica, secondo
le quali il nuovo corner reale (il funzionario che interviene
nei casi di morte non naturali o non documentate dai medici
curanti) sembrerebbe deciso ad avviare un'inchiesta sulla
morte di Lady D. Inchiesta che, nonostante sia imposta
dalla legge britannica, non era stata avviata all'epoca
dei fatti perché era ritenuta sufficiente quella
eseguita in Francia.
Intanto nelle librerie del Regno Unito impazzano, in occasione
del quinto anniversario, le ristampe dei volumi sulla
vita della principessa. Tra questi, quello dell'ex agente
segreto Richard Tomlinson, che nel suo libro accusa proprio
i servizi segreti della morte dei tre.
Ma il più richiesto è "La vita segreta
di Diana", firmato dall'ex ispettore Ken Wharfe,
che dal 1988 al 1993 fece da guardia del corpo alla Spencer.
Anche Wharfe, come Tomlison, punta il dito sui servizi
segreti, che "registravano di routine le conversazioni
della principessa". L'autore non scende nei dettagli
della vicenda perché altrimenti, dice, rischierebbe
di vedersi bloccare la vendita dei libri in Gran Bretagna.
Inoltre, in quanto ex ispettore di polizia, è obbligato
a non eludere le informazioni segrete acquisite nell'esercizio
del suo lavoro
L'unica cosa certa è che nonostante il monumento
in sua memoria sia stato approvato da poco (un parco che
sarà pronto solo nel 2004) e malgrado il principe
Carlo ormai partecipi alle manifestazioni ufficiali accompagnato
da Camilla, i sudditi inglesi continuano a ricordare
quella che era soprannominata la "principessa triste".
Secondo un recente sondaggio, infatti, la data della sua
morte è la più memorabile nell'ultimo secolo
di storia del Regno Unito.
Laura Scafati
Aggiornamento integrato · 2026
La morte di Diana: che cosa hanno stabilito le inchieste
Dopo dieci anni di ipotesi, un’indagine di polizia e un’inchiesta giudiziaria britanniche hanno dato una risposta ufficiale.
Nel 2004 il coroner di Londra ha chiesto a Scotland Yard di verificare tutte le accuse di complotto. L’indagine, chiamata Operation Paget, si è conclusa nel dicembre 2006 con un rapporto di oltre 800 pagine: le accuse sono risultate infondate e le prove indicano un incidente.
Il 7 aprile 2008 la giuria dell’inchiesta giudiziaria ha emesso il verdetto di «omicidio colposo» (unlawful killing): la morte è stata causata dalla guida gravemente negligente dell’autista Henri Paul, che aveva bevuto, e dei paparazzi che inseguivano l’auto. Tra le cause la giuria ha indicato anche il fatto che Diana non indossasse la cintura di sicurezza.
In sintesi: per la giustizia britannica non ci fu alcun complotto. Le teorie alternative continuano a circolare, ma nessuna prova le ha mai confermate.