Fra tutti i fenomeni, oggetti ed esperienze inspiegabili, uno tra i più affascinanti è quella categoria definita "anomalie archeologiche". Chiamata anche OOPART (out of place artifacts), questi oggetti, ad un'analisi scientifica risultano essere molto antichi, sebbene, per la tecnica utilizzata o per la funzione a cui erano destinati dovrebbero in realtà appartenere ad epoche più moderne. Si tratta di fossili impossibili, tecnologie "fuori dal tempo", manufatti anacronistici. In altre parole, se la storia del mondo che conosciamo è corretta, questi reperti non dovrebbero esistere. Ci sono innumerevoli esempi e testimonianze su cui geologi, archeologi e scienziati sono costretti ad ammettere l'autenticità; testimonianze talmente affascinanti che non si può rimanere indifferenti di fronte alla loro realtà. A questo punto è lecito porci una domanda: " ma perché queste testimonianze sono così affascinanti? Le ragioni sono molteplici ma il motivo principale consiste nel fatto che risultano reali e tangibili. Al contrario dei fantasmi o di creature misteriose, infatti, gli inspiegabili manufatti sono stati visti, fotografati, toccati ed esaminati; il problema consiste nel fatto che le nostre attuali conoscenze non ci consentono di fornire una valida spiegazione della loro origine; inoltre questi oggetti, non potendo aderire agli attuali canoni scientifici, né alle previste cronologie antropologiche, suggeriscono, a loro modo, che le nostre tecniche di datazione dei reperti sono errate oppure che c'è ancora molto da sapere sulla vera storia del nostro pianeta. Ma da qualsiasi punto vogliamo analizzare il problema bisogna tuttavia riconoscere che gli "Oopart" mettono in crisi l'attuale pensiero scientifico ortodosso. Vogliamo fornirvi qualche esempio degli strani manufatti, che sono stati documentati, studiati e fotografati da molti studiosi del fenomeno in questione:
- "Candela d'accensione" nel geode. Nel 1961, il proprietario di un negozio di Olancha (California) trovò un geode (cavità all'interno di una roccia) ricoperto di fossili nelle Coso Mountains. Quando l'uomo tagliò il geode a metà con un'apposita sega, trovò all'interno un oggetto chiaramente artificiale. L'oggetto aveva un nucleo di metallo circondato da strati di materiale simile alla ceramica ed una copertura esagonale in legno. Sottoposto a controlli vari ed ai raggi X l'oggetto ricorda molto la candela di accensione di un motore a scoppio; Il geode è risultato essersi formato almeno 500.000 anni fa.
- Il chiodo più antico. Nel 1851 The Illinois Springfield Republican riporta il caso di Hiram de Witt, un uomo d'affari che, durante un viaggio in California, aveva trovato un blocco di quarzo aurifero delle dimensioni di un pugno. Quando accidentalmente gli cadde dalle mani, si ruppe e rivelò al suo interno un chiodo intagliato nel ferro. L'età del quarzo è di circa 1 milione di anni fa.
- Antichi utensili. In una cava di calcare nel 1786, i lavoratori, dopo aver scavato per circa 20 metri sotto il livello della cava arrivarono fino ad uno strato di sabbia, dove trovarono resti di colonne di pietra e frammenti di rocce semilavorate; continuando a scavare trovarono delle monete; alcuni manici in legno di martelli, ormai pietrificati, e resti di altri utensili in legno, pure pietrificati. Lo strato di sabbia, dove è avvenuto il ritrovamento, era coperto da uno spesso strato di calcare datato 300 milioni di anni.
- Il vaso di Dorchester. Nel Luglio 1851 la rivista Scientific American pubblicò la notizia del ritrovamento di un vaso all'apparenza di metallo, contenuto all'interno di un blocco di roccia solida estratto ad almeno 5 metri nel sottosuolo. Il vaso, a forma di campana, è alto circa 15 cm ed è composto di una lega di zinco e argento. Sulla superficie, figure di fiori intarsiati in argento puro. L'età stimata della roccia è di 600 milioni di anni.
- Vite di Abbey. Nel 1865 venne scoperta una vite di 5cm all'interno di un pezzo di feldspato estratto dalla miniera di Abbey a Treasure City (Nevada). La vite è molto ossidata, ma la forma, in particolare il suo filetto, è ben visibile nel feldspato. È stato calcolato che la pietra si sia formata intorno ai 21 milioni di anni fa.
- Micro-tecnologia antica. Tra il 1991 ed il 1993 dei cercatori d'oro sul del fiume Narada, sul versante orientale degli Urali in Russia, trovarono degli oggetti molto piccoli a forma a spirale. Il più piccolo di questi misura addirittura meno di 1/100 di mm. Gli oggetti sono costituiti da rame e da metalli rari, tungsteno e molibdeno. Le misurazioni hanno mostrato che l'età di questi oggetti si aggira tra i 20.000 e i 318.000 anni fa.
- Mappa di Piri Reis. Piri Reis, un ammiraglio turco collezionista di mappe, nel 1513 disegnò una mappa geografica, che in maniera incredibile rappresenta il profilo costiero del Nord e Sud America e dell'Antartide, che fu ufficialmente scoperta solo nel 1818.
- Pietre di Ica. Nel 1966 il Dr. Javier Cabrera, un fisico peruviano professore di biologia, ricevette in regalo una pietra da un contadino locale. Su di essa una figura di un pesce presumibilmente incisa migliaia di anni fa. Dopo ulteriori studi, Cabrera si rese conto che il pesce apparteneva ad una specie estinta da milioni di anni. Cabrera indagò sulla provenienza di questa roccia e ne trovò molte altre (nella cittadina di Ica, in Perù. Le incisioni rappresentavano situazioni incredibili per l'epoca: telescopi, operazioni chirurgiche a cuore aperto, uomini che combattono contro i dinosauri, ecc. L'analisi petrografica colloca le pietre (dal peso specifico anomalo) tra i 65 e i 230 milioni di anni fa.
- Elicotteri egiziani. Recentemente scoperti su un'iscrizione del Tempio di Abydos, in Egitto, questi geroglifici assomigliano in modo particolare a moderni velivoli. In particolare sono rappresentati i profili di un elicottero, di un aeroplano e di una via di mezzo tra un hovercraft e un disco volante.
- Sfere metalliche. Le più antiche. In un deposito precambriano del Sudafrica sono state ritrovate varie sfere di limite (di durezza anomala), lavorate con scanalature parallele. I reperti, conservati al Museo di Kerksdorp (Sudafrica), sono state datate 2, 8 miliardi di anni.
- Resti diabolici. Resti di teschi umani dotati di corna sono stati scoperti in un tumulo sepolcrale a Sayre (Bradford County, Pa) nel 1880. Le proiezioni cornee si estendono per 5 cm al di sopra delle sopracciglia, mentre gli scheletri sono alti circa 2, 2 m. A parte queste anomalie, sono anatomicamente del tutto normali. È stato stimato che furono seppelliti intorno al 1.200 a.C.
- Doppia dentatura. Nel 1888 a Clearwater (Minnesota) furono recuperati sette scheletri in un tumulo sepolcrale. Anche questi sono anatomicamente corretti, ad eccezione che la loro bocca è caratterizzata da una doppia fila di denti nella mandibola superiore ed in quella inferiore. Tutti sono stati sepolti in posizione seduta con la faccia rivolta verso il lago. La loro fronte è particolarmente bassa e spiovente con le arcate sopracciliari molto pronunciate.
- Dischi Dropas. Tra sperdute ed inaccessibili montagne al confine tra Cina e Tibet sono stati ritrovati alcuni dischi risalenti almeno 12.000 anni, con una tecnica di registrazione delle informazioni scritte, simile a quella utilizzata oggi sui dischi LP in vinile. Questi dischi sono curiosamente collegati con una tribù locale dalle caratteristiche morfologiche quantomeno singolari e non classificabile in alcun gruppo etnico razziale conosciuto.
OOPART: tre casi da rileggere con le fonti di oggi
Il fascino del testo originale resta. Alcuni esempi, però, richiedono una verifica più rigorosa prima di essere presentati come anomalie archeologiche.
Il reperto di Coso. L’oggetto descritto come una candela d’accensione rinvenuta in un geode è stato confrontato con modelli di candele Champion del Novecento. L’analisi ricostruita dal National Center for Science Education indica una spiegazione moderna molto più plausibile della datazione di centinaia di migliaia di anni: il caso non costituisce una prova di tecnologia preistorica.
La carta di Piri Reis. La mappa del 1513 è un documento cartografico straordinario, realizzato in piena età delle esplorazioni e basato su carte precedenti. La sua lettura come rappresentazione precisa di un’Antartide senza ghiacci è una delle interpretazioni controverse, non una conclusione acquisita dalla storia della cartografia.
I geroglifici di Abydos. Le figure che sembrano un elicottero o un velivolo moderno sono il risultato della sovrapposizione di iscrizioni realizzate in momenti diversi. La ricostruzione divulgativa del CICAP, basata sul confronto con egittologi, spiega che un testo precedente fu coperto e successivamente modificato: il deterioramento dello strato superficiale ha lasciato affiorare segni appartenenti a più iscrizioni. Non è una raffigurazione di tecnologia contemporanea.
La regola da applicare. Un oggetto autentico non è automaticamente “fuori dal tempo”: occorre verificare provenienza, contesto stratigrafico, datazione e documentazione indipendente. Il testo storico resta consultabile; questa nota aggiunge il controllo critico che oggi è necessario.