È un qualcosa che va a scontrarsi con la nostra mente razionale. Noi uomini "moderni", siamo abituati a vedere e ragionare razionalmente, esiste ciò che riusciamo a vedere o toccare. Le cose labili, i forse, i ma, non fanno parte del nostro vocabolario esistenziale. Tutto ciò che non vediamo o tocchiamo ci lascia abbastanza perplessi, ma troviamo rifugio nella Religione, ci piace pensare che esista la possibilità di un qualche cosa di incomprensibile per noi, che vada al di là del raziocino.
Alcuni lo chiamano Paradiso o Inferno, altri lo chiamano Limbo, fatto sta che fin dagli albori abbiamo sempre pensato che, dopo la morte, esistesse qualcosa che ci permettesse di continuare la nostra "vita", la nostra mente ha sempre, inconsciamente, rifiutato la FINE.
Tutto quello che facciamo deve avere un senso, oppure uno scopo.
Perché faccio la spesa? Per mangiare
Perché faccio l'amore? Per procreare
Perché devo lavorare per guadagnare? Per vivere
E via dicendo… possiamo farci milioni di domande e alla fine riusciamo a darci le risposte.
Tutto è scritto, tutto ha una risposta, tutto ha un senso, una causa o una motivazione. O meglio. Quasi tutto. La nostra vita ha realmente un senso? Perché siamo qui? Non è facile trovare risposte a queste domande, ma non è facile trovare risposta anche a un'altra domanda, correlata alla prima.
Cosa succede quando muoio? Esiste realmente un'altra vita? Un'altra possibilità?
Noi siamo abituati a pensare che tutto finisce, ma proprio tutto?
Nel Medioevo i Cavalieri morti in battaglia, venivano sepolti con armatura e spada. La credenza diceva che le armi gli sarebbero state utili per difendersi dagli attacchi dei nemici uccisi in battaglia.
Nemici che li aspettavano sulla soglia del Paradiso dei Guerrieri, e lì avrebbero dovuto combattere un'ultima volta per meritarsi la possibilità di entrare e finalmente riposare in eterno.
Gli Indiani d'America credevano che i guerrieri morti in combattimento andassero a vivere in una sorta di prateria infinita, sempre verde e piena di Bisonti. Manitù li avrebbe ricevuti sulla soglia del Whallahala, e una volta valutato il comportamento del Guerriero, avrebbe deciso se farlo entrare nei pascoli eterni, oppure se rimandarlo sulla Terra, sotto un'altra forma, per scontare quello che aveva fatto. Niente sfugge a Manitù!
Addirittura gli Antichi Egizi credevano che la vita non finiva con la morte. Nelle tombe dei Faraoni sistemavano tutte le cose più care appartenutegli, perché lo accompagnassero nel viaggio, oltre ai viveri necessari per la sopravvivenza. Sono stati ritrovati Carri da Guerra, armature e armi, in alcuni casi addirittura gli animali preferiti. Nelle Tombe, i geroglifici rappresentavano quello che il Faraone aveva fatto in vita. Serviva a dimostrare che era stato saggio e buono.
Fino a qualche decennio fa, in India, la credenza imponeva il sacrificio delle consorti dei ricchi Signori. Le mogli venivano gettate vive, sulla Pira Funebre del Consorte. In alcuni casi addirittura vestite da Sposa, in una sorta di secondo matrimonio.
Sempre e ovunque si è pensato che non tutto finiva, non poteva finire.
Oggi c'è un'insoddisfazione generale alle spiegazioni della vita dopo la morte, e in molti non riescono più ad accettare la versione di un Dio che dà alla vita poche indicazioni oltre all'essere buoni per amore della bontà. Negli insegnamenti degli apostoli (prima del 325 d.C.), la reincarnazione era una parte veramente essenziale nella dottrina (poi cancellato d'autorità).
La Religione Buddista è stata la prima a dimostrare che la nostra vita non finisce con la morte.
Il Dalai Lama attuale, non è altro che la reincarnazione del primo Dalai Lama. Evento che continua a riproporsi nei secoli, senza una logica spiegazione se non quella di non crederci.
Ma cos'è la Reincarnazione? La spiegazione più logica si perde nella notte dei tempi, perché, per le menti razionali, non esiste. La reincarnazione è la credenza fondamentale che l'essenza di noi tutti non solo sopravvive alla morte fisica, ma che essa ha maturato esperienze diverse in altri luoghi prima di essere in noi. Portandosi un bagaglio di paure e fobie che è nostro e che si è procurato nei secoli oscuri. Il Karma.Io sono stato in molte forme,
prima di trovare quella congeniale,
Sono stato la stretta lama di una spada,
Sono stato una goccia nell'aria
Sono stato una stella splendente( io sono stato; Triadi)
Ragiona razionalmente! Tutto in fine ha una sua funzione. Applichiamo la legge " causa = effetto" e torniamo alla prima domanda: La nostra vita ha realmente un senso? Perché siamo qui? Questa potrebbe essere la causa ……manca l'effetto!
Forse l'effetto potrebbe essere.. "..deve esistere un qualche scopo superiore nella vita che può essere conseguito con più di una vita"
Al Cattolico è sempre stato detto che per entrare nel regno dei Cieli, deve essere perfetto, puro.
La purezza, nei secoli, è stata raffigurata con la luce. Una luce bianca, calda, che rappresenta la vita, la rinascita. Rinascere in qualcosa di meglio, migliorare se stessi, maturare.
Il Karma, la vera essenza della vita, indica la strada da percorrere. Bisogna guadagnarsi uno scalino superiore, nella lunga scala evolutiva. Per raggiungere la purezza, per arrivare alla Luce.RedFalco
…sono io che decido la mia vita
anche se è già scritta.
La mia anima grida vendetta
Non devo ascoltarla
La luce si fa più vicina
redfalco
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