È un documentarista olandese ed è indagato per concorso in omicidio di Antonio Russo, il giornalista di Radio Radicale - a cui noi dello Staff di popobawa abbiamo dedicato questa Sezione del Portale - trovato ucciso il 16 ottobre del 2000 su di un sentiero a venticinque chilometri da Tblisi, in Georgia.
Per la Digos e la Magistratura capitolina, all'origine del delitto ci sarebbero proprio le videocassette sugli orrori in Cecenia firmate dal giornalista italiano e mai ritrovate.
La svolta delle indagini arriva dopo un interrogatorio fiume cominciato venerdì mattina negli uffici della Digos romana.
Pons Martens, 27 anni, con in tasca un passaporto olandese è in Italia dallo scorso 8 febbraio e proprio nella capitale avrebbe dovuto incontrare in questi giorni la madre del reporter di Radio Radicale.
Nei mesi scorsi ha ricevuto una convocazione: gli inquirenti che stanno indagando sull'omicidio di Russo lo vogliono " ascoltare" come persona informata dei fatti.
Il documentarista risulta, infatti, una delle ultime persone che lo hanno visto ancora in vita.
Durante l'interrogatorio, Martens avrebbe parlato dei rapporti di lavoro instaurati con Russo.
I detective hanno voluto sapere tutto sui video girati dal giornalista italiano ma Martens avrebbe risposto in modo evasivo e definendo i filmati di " scarso valore".
Di tutt'altro avviso gli investigatori della Digos, che nei mesi scorsi si sono recati più volte in Cecenia raccogliendo testimonianze ben precise sui servizi che Russo stava preparando sulle stragi compiute dai militari nei confronti dei civili.
Dopo dieci ore di domande, le risposte date dal Martens risulterebbero false; da qui l'accusa di concorso in omicidio.
I nomi dei complici non sono tuttavia saltati fuori.
Laura Scafati
Antonio Russo, un delitto ancora senza colpevoli
A ventisei anni dalla morte, il caso del corrispondente di Radio Radicale resta aperto.
Antonio Russo fu trovato morto nella notte tra il 15 e il 16 ottobre 2000 lungo una strada di campagna a circa 25 chilometri da Tbilisi, in Georgia. Il corpo mostrava segni di torture; dal suo appartamento erano spariti computer, telefono, videocamera e alcune videocassette.
Russo documentava i crimini di guerra in Cecenia. Amici e colleghi hanno sempre ricondotto l’omicidio al suo lavoro, ma ad oggi non risultano responsabili identificati né conclusioni giudiziarie.
La sua memoria è stata tenuta viva da premi giornalistici, tra cui il Saint-Vincent assegnatogli nel 2001, da due film e dal libro Passione reporter di Daniele Biacchessi (2009). Il Comitato per la protezione dei giornalisti lo ricorda tra i reporter uccisi per il loro lavoro.
È un documentarista olandese ed è indagato per concorso
in omicidio di Antonio Russo, il giornalista di Radio
Radicale - a cui noi dello Staff di popobawa abbiamo dedicato
questa Sezione del Portale - trovato ucciso il 16 ottobre
del 2000 su di un sentiero a venticinque chilometri da
Tblisi, in Georgia.
Nei
mesi scorsi ha ricevuto una convocazione: gli inquirenti
che stanno indagando sull'omicidio di Russo lo vogliono
" ascoltare" come persona informata dei fatti.