Misteri e storia · Curiosità

La Befana vien di notte

Calze appese al camino acceso e una scopa di saggina accanto al focolareIllustrazione generata con IA per Popobawa.it

Da tutto questo bailamme stregonesco, ecco che, finalmente, prende il volo sulla sua scopa una strega di buon cuore: la Befana, che nella dodicesima notte, lascia ai bambini dolci o carbone. Non è facile stabilire dove essa sia nata ed in quale data, dal momento che la sua figura, nell'animo popolare italiano, ha avuto una lunga gestione ed è il risultato finale di un lento sovrapporsi di miti. Perché è stata sempre raffigurata " vecchia e brutta"? Forse, perché rappresenta l'anno vecchio; forse perché rappresenta l'anno vecchio; forse perché in certi casi, nella mente e nella fantasia delle persone semplici ed un po' " rustiche", la vecchiaia era ritenuta un attributo di creatura mitica, dotata di poteri magici. Altre voci, raffiguravano " la Befana" come una mite vecchina, esile e disarmante; altre ancora la volevano grassottella e rubiconda. Aveva i piedi grandi e nodosi, calzati da grossolane scarpe, quasi sempre rotte, come testimonia la famosissima rima:

La Befana vien di notte
Con le scarpe tutte rotte……

A questo punto è lecito una domanda: la Befana era una fata o una strega? Era, senza dubbio, tutte e due le cose insieme e questa ambivalenza formava la componente più importante del suo carattere. Spaventosa nell'aspetto fisico, terribile per i suoi poteri insoliti quali il volare ed il penetrare non vista nelle case; tuttavia, usava questi suoi poteri in senso benefico. Il mistero della sua vita privata, non ha certo impedito il nascere di mille ipotesi e congetture sull'argomento. Per molti, la Befana, veniva dall'inferno, dove abitava con altre streghe sue pari, uscendone soltanto per venire sulla terra la notte dell'Epifania. Altri, invece, dicevano abitasse tra le stesse, in un paese detto, dal suo nome: il paese di Befania nel quale si riforniva di ricche provviste per i suoi doni. Altre voci raccontavano di come se ne stesse tutto l'anno nascosta nella gola di un camino, riposandosi dalle immani fatiche della sua Notte. Come tutti gli esseri magici, la Befana faceva della notte nera e misteriosa il teatro delle sue mirabolanti azioni e nelle notti di suo dominio essa era considerata detentrice di incredibili poteri dei quali il più evidente era appunto quello di volare. La scopa della Befana, s'intende, era una scopa specialissima, fatta con fili di una saggina preparata appositamente per lei e con il manico di legno di viburno, il Viburno Lantana di Linneo, pianta magica per eccellenza con virtù soprannaturali, la stessa con la quale fate o streghe forgiavano le loro bacchette magiche. La Befana non portava regali solo ai bambini ma era spesso occasione di scambio di doni anche tra adulti, specialmente tra le coppie, non va dimenticato che l'Epifania era popolarmente ritenuta un'occasione propizia a fidanzamenti e matrimoni. Tradizione che ebbe una certa continuità in molte zone del Veneto, della Toscana, delle Marche ecc ecc. La scomparsa di quest'uso va messa in relazione con il sopravvento avuto dal Natale come occasione di strenne. Ma chi era il marito della Befana? La fantasia popolare attribuì alla Befana un marito " che a lei si confacesse" e che spesso, secondo le regioni veniva anche scelto tra i " buoni partiti" offerti dal calendario popolare. Nell'Alto Polesine, dove la Befana veniva chiamata " la Vecia", si diceva che avesse per marito il " Barabau"; in Toscana, invece, era il Carnevale a diventare il marito della vecchietta! Per molti bambini, Babbo Natale viene visto anche come il marito della simpatica vecchietta.

Approfondimento della redazione · 2026

La notte dell’Epifania in Italia e nel mondo

Falò che predicono il raccolto, carbone di zucchero e i doni portati da altri personaggi.

I fuochi della vigilia

In Friuli e in Veneto, la sera del 5 gennaio, si accendono grandi falò: il pignarûl friulano e il panevin veneto. In molti paesi in cima al falò si mette un fantoccio della vecchia, che brucia insieme all’anno passato. Gli anziani osservano la direzione del fumo e delle faville: secondo la tradizione, il vento che le porta verso una parte o l’altra annuncia un anno di buoni raccolti o di carestia. Il più famoso è il Pignarûl Grant di Tarcento, in provincia di Udine.

Il carbone di zucchero

Il carbone che la Befana lascia ai bambini «cattivi» è, per fortuna, di zucchero: si prepara con zucchero, albume e colorante nero, e si lascia asciugare finché diventa duro e friabile, proprio come un pezzo di carbone vero.

Chi porta i doni in altri paesi

In Spagna e in America Latina la notte tra il 5 e il 6 gennaio arrivano i Re Magi: la sera prima le città organizzano le cabalgatas, sfilate con i tre re che lanciano caramelle, e quella di Alcoy, iniziata nel 1866, è considerata la più antica. In Russia si raccontava la leggenda di Babuška, una vecchia che rifiutò di seguire i Magi e da allora gira per le case in cerca di Gesù Bambino lasciando doni: una storia molto simile a quella della Befana.

Una vecchina dalle tante sorelle

La Befana non è l’unica creatura che visita le case nelle notti d’inverno. In Austria e in Alto Adige c’è il Krampus, in Islanda i tredici Jólasveinar con la madre Grýla e il terribile gatto di Natale. Li trovi nella pagina sulle creature dell’inverno.

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