Molte specie mostrano comportamenti complessi: giocano, imparano, formano legami e reagiscono alla perdita. Possiamo studiare comportamento, fisiologia e benessere, pur senza poter entrare direttamente nell’esperienza soggettiva di un animale.
Cosa osserviamo
In diverse specie sono documentati comportamenti compatibili con stati emotivi: ricerca di contatto, gioco, evitamento del pericolo, stress e risposte al dolore. Le manifestazioni cambiano da specie a specie.
Il dolore non è soltanto una reazione
La ricerca sul benessere animale considera sempre più il dolore come un’esperienza da prevenire e ridurre. Nei mammiferi e negli uccelli le prove sono ampie; per pesci e invertebrati la ricerca continua.
Affetto, memoria e lutto
Legami duraturi, riconoscimento degli individui e cambiamenti di comportamento dopo una perdita sono stati osservati in varie specie. Descriviamo ciò che vediamo senza attribuire automaticamente pensieri umani agli animali.
Lo stato della ricerca
Aggiornamento scientifico della redazione · fonti verificate il 7 novembre 2026
Che cosa è documentato
- Il 19 aprile 2024, alla New York University, oltre duecento ricercatori hanno firmato la Dichiarazione di New York sulla coscienza animale. Il testo parla di «forte supporto scientifico» per l’esperienza cosciente nei mammiferi e negli uccelli e di «almeno una possibilità realistica» in tutti i vertebrati e in molti invertebrati: cefalopodi, crostacei decapodi e insetti. Aggiunge che, quando questa possibilità esiste, è irresponsabile ignorarla nelle decisioni che riguardano quegli animali.
- Nel novembre 2021 un gruppo della London School of Economics guidato da Jonathan Birch ha esaminato oltre 300 studi sulla senzienza di polpi, seppie, granchi e aragoste. Sulla base di quel rapporto il Regno Unito li ha inclusi nell’Animal Welfare (Sentience) Act del 2022, accanto ai vertebrati.
- In Italia la legge costituzionale n. 1 dell’11 febbraio 2022 ha modificato l’articolo 9: la Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, e «la legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali». La legge n. 82 del 6 giugno 2025, in vigore dal 1° luglio 2025, ha poi spostato la tutela penale dal «sentimento per gli animali» agli animali stessi e ha inasprito le pene per uccisione e maltrattamento.
Come si interpreta
- Nel 2018 l’orca Tahlequah (J35), della popolazione dei Southern Resident del Pacifico nordorientale, ha portato con sé il corpo del piccolo morto per 17 giorni, percorrendo circa 1.600 chilometri; tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 ha ripetuto lo stesso comportamento dopo la morte di un’altra figlia. Molti vi leggono una forma di lutto. I ricercatori del Center for Whale Research osservano che il comportamento non è comune, ma è stato visto anche in altri cetacei, e che non sappiamo con certezza perché avvenga.
- Le dichiarazioni scientifiche non stabiliscono che cosa provi un animale: indicano quanto sia probabile che provi qualcosa e chiedono di tenerne conto. È una differenza importante tra il linguaggio della ricerca e quello dei titoli di giornale.
Che cosa resta aperto
- Non esiste un test unico per la coscienza: i ricercatori combinano indicatori comportamentali, neurologici e farmacologici, e il peso da dare a ciascuno è ancora discusso.
- Per molte specie mancano semplicemente gli studi: l’assenza di prove, in questi casi, non è una prova di assenza.
Fonti
- The New York Declaration on Animal Consciousness (2024)
- LSE — Review of the Evidence of Sentience in Cephalopod Molluscs and Decapod Crustaceans (2021)
- Sistema Penale — La legge costituzionale 1/2022 su ambiente e animali
- NT+ Diritto (Il Sole 24 Ore) — In vigore la legge Brambilla sui reati contro gli animali
- CBS News — Tahlequah carries a dead calf again