Oltre l’Umano · Approfondimento

Il mondo delle piante

Sensibilità, comunicazione e strategie di sopravvivenza

Illustrazione simbolica: Il mondo delle piante
Illustrazione simbolica originale per Popobawa.it: non è una fotografia scientifica.

Le piante non sono organismi passivi. Percepiscono luce, gravità, umidità, contatto e sostanze chimiche. Non possiedono un cervello o un sistema nervoso come quello animale, ma regolano la crescita e rispondono all’ambiente.

Le piante percepiscono l’ambiente

Una pianta può orientare la crescita verso la luce, modificare le radici in risposta all’acqua e attivare difese quando viene attaccata.

Segnali chimici

Le piante rilasciano e percepiscono sostanze chimiche. Alcuni segnali influenzano organismi vicini; questo non equivale a una conversazione intenzionale come quella umana.

Le piante provano emozioni?

Non ci sono prove scientifiche solide che le piante provino emozioni coscienti come quelle umane o animali. La loro complessità si esprime attraverso processi biologici differenti.

Lo stato della ricerca

Aggiornamento scientifico della redazione · fonti verificate il 7 novembre 2026

Che cosa è documentato

  • Le piante sotto stress emettono suoni. Nel marzo 2023 un gruppo dell’Università di Tel Aviv guidato da Lilach Hadany (Cell) ha registrato «clic» ultrasonici, fra 40 e 80 kHz, emessi da piante di pomodoro e tabacco disidratate o tagliate: alcune decine all’ora, molti di più che nelle piante non stressate. Un algoritmo riusciva a distinguere il tipo di stress e la specie.
  • La dionea (Dionaea muscipula) «conta» gli stimoli: la trappola si chiude dopo due contatti in rapida successione e avvia la produzione di enzimi digestivi dopo circa cinque.
  • Molte piante attaccate dagli insetti rilasciano sostanze volatili che possono attivare le difese delle piante vicine o attirare i predatori dei parassiti.

Come si interpreta

  • Nel 2019 Lincoln Taiz e altri botanici hanno sostenuto su Trends in Plant Science che le piante «non possiedono né richiedono una coscienza»: i segnali elettrici e chimici sarebbero risposte programmate dall’evoluzione, non scelte. Secondo gli stessi autori, alcuni esperimenti citati come prova di apprendimento, come quelli sull’abitudine della Mimosa pudica a non chiudere le foglie, potrebbero dipendere da un semplice adattamento sensoriale.
  • I suoni delle piante non sono «grida»: sono probabilmente prodotti dalla rottura delle colonne d’acqua nei vasi della pianta. Che altri organismi li usino come informazione è un’ipotesi da verificare.

Che cosa resta aperto

  • Se e come insetti o altri animali percepiscano i suoni delle piante.
  • Il confine tra risposta adattativa e «apprendimento» nelle piante resta oggetto di un vivace dibattito tra i fisiologi vegetali.

Fonti

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