Oltre l’Umano · Approfondimento

Le reti invisibili della natura

Micelio, funghi, radici e relazioni negli ecosistemi

Illustrazione simbolica: Le reti invisibili della natura
Illustrazione simbolica originale per Popobawa.it: non è una fotografia scientifica.

Sotto i nostri piedi esiste un mondo di connessioni. I funghi formano reti di filamenti chiamate micelio, che esplorano il suolo e partecipano alla decomposizione e agli scambi di sostanze.

Che cos’è il micelio

È la rete di filamenti che costituisce il corpo vegetativo di molti funghi. Si estende nel terreno e nel legno e contribuisce a trasformare la materia organica.

Le relazioni con le radici

In molte micorrize, funghi e radici instaurano una relazione di scambio: il fungo riceve zuccheri e contribuisce all’assorbimento di acqua e minerali.

Una rete non è una mente collettiva

Gli scambi e i segnali esistono, ma non dimostrano che la foresta agisca come un unico organismo cosciente.

Lo stato della ricerca

Aggiornamento scientifico della redazione · fonti verificate il 7 novembre 2026

Che cosa è documentato

  • La grande maggioranza delle piante terrestri vive in simbiosi con funghi micorrizici, che aiutano le radici ad assorbire acqua e nutrienti in cambio di zuccheri.
  • Nel 1997 la ricercatrice canadese Suzanne Simard pubblicò su Nature un esperimento con isotopi del carbonio che indicava un trasferimento netto di carbonio tra betulle e douglasie attraverso i funghi del suolo. Da quel lavoro nacque l’immagine del «wood wide web», la rete del bosco.

Come si interpreta

  • Nel 2023 Justine Karst, Melanie Jones e Jason Hoeksema hanno riesaminato su Nature Ecology & Evolution le tre affermazioni più diffuse: che le reti micorriziche comuni siano onnipresenti nelle foreste, che trasferiscano risorse migliorando la crescita delle piantine e che gli alberi più vecchi comunichino con la propria discendenza. Per le prime due le prove sono risultate insufficienti; per la terza non hanno trovato prove pubblicate.
  • Gli stessi autori hanno contato quante volte gli articoli scientifici citano questi temi in modo non supportato dai dati: circa il 25% per la struttura delle reti e quasi il 50% per la loro funzione, con una tendenza a citare soprattutto i risultati positivi. Il «bosco che parla» è dunque un’immagine suggestiva più che un fatto dimostrato.

Che cosa resta aperto

  • Quanto siano estese in natura le reti che collegano alberi diversi e quanto pesino davvero gli scambi per la vita delle piantine.
  • Gli studi in campo sono difficili: distinguere ciò che passa attraverso i funghi da ciò che si diffonde nel terreno richiede esperimenti molto controllati.

Fonti

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