Oltre l’Umano · Animali e piante

Gli animali che si curano da soli

Un orango che medica una ferita con una pianta, scimpanzé che scelgono foglie antibatteriche: la farmacia della foresta e la scienza della zoofarmacognosia.

Illustrazione: Gli animali che si curano da soli
Illustrazione digitale realizzata per Popobawa.it con l’intelligenza artificiale: non è una fotografia scientifica.

Gli esseri umani hanno imparato a curarsi con le piante osservando la natura. Ma anche gli animali sanno usare la farmacia della foresta? La scienza che lo studia ha un nome lungo, zoofarmacognosia, e negli ultimi anni ha raccolto osservazioni sorprendenti.

Rakus, l’orango che si è medicato

Nel giugno 2022, nella foresta di Suaq Balimbing, nel parco nazionale di Gunung Leuser a Sumatra, i ricercatori notarono una ferita sulla guancia di Rakus, un grande orango maschio, probabilmente ferito in uno scontro con un rivale. Pochi giorni dopo lo videro masticare le foglie di una liana, la Fibraurea tinctoria, chiamata localmente Akar Kuning, applicarne il succo sulla ferita con le dita e poi coprirla con la poltiglia di foglie, come un impacco. In circa un mese la ferita si chiuse senza complicazioni. È la prima volta che un animale selvatico viene osservato mentre applica direttamente su una ferita una pianta con proprietà medicinali note.

Gli scimpanzé e le foglie amare

Già dagli anni Ottanta il primatologo Michael Huffman aveva osservato in Tanzania scimpanzé malati che masticavano i germogli amari di una pianta, la Vernonia, che normalmente evitano. Nel 2024 uno studio coordinato da Elodie Freymann (Università di Oxford) nella foresta di Budongo, in Uganda, ha analizzato in laboratorio 13 piante consumate occasionalmente dagli scimpanzé: molte, scelte proprio da individui feriti o malati, hanno mostrato proprietà antibatteriche o antinfiammatorie.

Lo stato della ricerca

Aggiornamento scientifico della redazione · fonti verificate l’8 novembre 2026

Che cosa è documentato

  • L’osservazione di Rakus è stata pubblicata su Scientific Reports nel maggio 2024 da Isabelle Laumer, Caroline Schuppli e colleghi del Max Planck Institute of Animal Behavior. La pianta usata, la Fibraurea tinctoria, è impiegata anche nella medicina tradizionale locale e contiene sostanze antinfiammatorie e antibatteriche.
  • Lo studio di Freymann e colleghi (PLOS ONE, giugno 2024, con la partecipazione di Michael Huffman) ha seguito per otto mesi due comunità di scimpanzé di Budongo e ha testato in laboratorio 13 piante della loro dieta: individui con ferite, parassiti o sintomi respiratori sceglievano piante dalle proprietà curative dimostrate.
  • Anche gli insetti curano: le formiche carpentiere della Florida puliscono e amputano le zampe ferite delle compagne (lo raccontiamo nella pagina sugli insetti).

Come si interpreta

  • Non sappiamo se gli animali «sappiano» di curarsi: il comportamento potrebbe essere appreso osservando altri individui o nascere da un’associazione tra la pianta e il sollievo provato.
  • Una sola osservazione, come quella di Rakus, non basta a dimostrare un comportamento diffuso: è però il modo in cui spesso iniziano le scoperte.

Che cosa resta aperto

  • Secondo Caroline Schuppli, Rakus potrebbe aver imparato la tecnica da oranghi che vivono fuori dall’area di studio, dove nessuno li osserva ogni giorno.
  • Le piante scelte dagli animali potrebbero indicare nuove molecole utili anche alla medicina umana: un motivo in più per proteggere le foreste.

Fonti

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