
Ogni autunno milioni di uccelli migrano di notte per migliaia di chilometri; le tartarughe marine attraversano oceani interi e tornano a deporre le uova sulla spiaggia dove sono nate. Come fanno? Il sole e le stelle aiutano, ma non bastano. Molti animali possiedono un senso che noi non abbiamo: percepiscono il campo magnetico terrestre.
Una bussola negli occhi
Negli anni Sessanta l’ornitologo tedesco Wolfgang Wiltschko dimostrò che i pettirossi in gabbia, durante il periodo della migrazione, si orientano anche al chiuso seguendo il campo magnetico. Oggi la spiegazione più studiata è sorprendente: negli occhi degli uccelli c’è una proteina, il criptocromo 4, che reagendo alla luce potrebbe sfruttare effetti della fisica quantistica per «vedere» le linee del campo magnetico.
Le tartarughe e la mappa magnetica
Ogni punto della Terra ha una sua «firma» magnetica, data dall’intensità e dall’inclinazione del campo. Nel febbraio 2025 un gruppo dell’Università della Carolina del Nord ha dimostrato su Nature che le giovani tartarughe caretta possono imparare e ricordare la firma magnetica dei luoghi in cui hanno trovato cibo, come se avessero una mappa interiore.
Lo stato della ricerca
Aggiornamento scientifico della redazione · fonti verificate l’8 novembre 2026
Che cosa è documentato
- Nel 2021 un gruppo guidato da Peter Hore (Oxford) e Henrik Mouritsen (Oldenburg) ha mostrato su Nature che il criptocromo 4 dei pettirossi, una proteina presente nelle cellule della retina sensibili alla luce, è più sensibile ai campi magnetici di quello di specie non migratrici come polli e piccioni.
- Nel febbraio 2025 Kayla Goforth, Kenneth e Catherine Lohmann (Università della Carolina del Nord) hanno pubblicato su Nature la prima dimostrazione sperimentale che le tartarughe caretta imparano e ricordano i campi magnetici dei luoghi dove trovano cibo. Lo studio indica che il «senso della mappa» e quello della «bussola» funzionano con meccanismi diversi.
Come si interpreta
- Il ruolo del criptocromo è stato studiato in laboratorio, sulla proteina isolata: è un’ipotesi molto solida, ma va ancora confermata negli occhi degli uccelli vivi.
- Molti animali usano più sistemi insieme: posizione del sole, stelle, odori, punti di riferimento e campo magnetico.
Che cosa resta aperto
- Dove si trovi esattamente il «sensore» della mappa magnetica, negli uccelli come nelle tartarughe, resta da scoprire.
- Le interferenze elettromagnetiche prodotte dall’uomo potrebbero disturbare questo senso: è uno dei temi di ricerca più attuali.